





Il primo a rendersi conto della mia grande passione per le auto fu mio padre quando, da bambino, a causa di frequenti influenze con febbre alta, mi prendeva sulle gambe per distrarmi ed insieme trascorrevamo serate a sfogliare Quattroruote.
Questo ha dato involontariamente il via alla mia collezione ancora prima che imparassi parlare.
Non a caso si racconta che la mia prima parola fu Panda. Crescendo, sempre grazie allo “studio” di riviste automobilistiche, la mia conoscenza nel campo aumentava tanto che nella via dove sono cresciuto ricordano diversi aneddoti.
Una volta, avevo circa tre anni, rimproverai l’aiutante del macellaio dove con mamma andavo a fare la spesa perché notai, pur essendo coperta da un telo, che aveva la 128 con i cerchi della Ritmo.
Oggi la collezione si arricchisce periodicamente ed al momento raccoglie oltre 1000 pezzi, per lo più in scala 1:18, tra le Burago di quando ero piccolo e i pezzi rari o pregiati acquisiti da adulto che insieme riempiono le pareti di una stanza a loro dedicata.
BERARDI

“Una professione che parte da lontano”
Questo ha dato involontariamente il via alla mia collezione ancora prima che imparassi a parlare.
Non a caso si racconta che la mia prima parola fu Panda.
Crescendo, sempre grazie allo “studio” di riviste automobilistiche, la mia conoscenza nel campo aumentava tanto che nella via dove sono cresciuto ricordano diversi aneddoti.
Una volta, avevo circa tre anni, rimproverai l’aiutante del macellaio dove con mamma andavo a fare la spesa perché notai, pur essendo coperta da un telo, che aveva la 128 con i cerchi della Ritmo.
1982
I modellini di auto
Proprio nei primissimi anni di vita ho iniziato ad alimentare la mia passione accumulando modellini di auto. Oggi la collezione si arricchisce periodicamente ed al momento raccoglie oltre 1000 pezzi, per lo più in scala 1:18, tra le Burago di quando ero piccolo e i pezzi rari o pregiati acquisiti da adulto che insieme riempiono le pareti di una stanza a loro dedicata.
1982
1993
L’incontro con l’auto storica
Ma fu solo l’inizio. La svolta arrivò con il fidanzamento, da 18enne, con Ilenia, che poi è diventata mia moglie. Andandola a prendere con la Y10 di mamma, una Junior del 1996 che avevo leggermente personalizzato con i cerchi in lega della Uno Turbo ed i pneumatici maggiorati, vidi sotto casa sua una “Fulvietta” turchese con il cartello vendesi. All’epoca non conoscevo bene le varie versioni e non sapevo esattamente cosa stessi comprando; riuscii comunque, con l’aiuto dei miei genitori, a portarmela a casa. Era una Fulvia Coupé Rallye 1,3 del 1968, molto ben funzionante e sana, anche se con qualche licenza nel restauro che imparai a notare man mano che mi documentavo.
È con lei che è apparsa la necessità di iscriversi ad un club di auto storiche. Ed è così che approdai alla Scuderia Campidoglio di Roma, storica scuderia divenuta poi club federato ASI – Automotoclub Storico Italiano, iniziai con i primi raduni. Probabilmente il mio entusiasmo e la mia passione balzarono agli occhi dei consiglieri di allora e mi fu proposto, un paio di anni dopo, di candidarmi come consigliere. Fui così eletto e presi la carica di Segretario che ricopro tuttora insieme a quella di Commissario Tecnico di club, recentemente confermata dal consiglio federale dell’ASI.
2000
Io e le Lancia
2000
2006
Una passione che si fa professione
Nel frattempo però, ad agosto 2006, in una Roma svuotata, avevo aperto la mia attività di compravendita veicoli storici dando ufficialità e struttura a quello che avevo iniziato a fare per gioco un paio di anni prima: nasce Motori e Sogni.
Negli anni a seguire ho continuato a maturare esperienza nel campo: i club, le fiere, i raduni, la frequentazione delle officine storiche, le compravendite hanno arricchito la mia conoscenza in materia. Ho imparato ad organizzare raduni, piccole manifestazioni di regolarità, partecipazioni a fiere ma quello di cui vado molto orgoglioso è il saper guidare ed affiancare gli appassionati nel districarsi tra leggi, normative, certificazioni, reimmatricolazioni, etc.2018
Cucina e motori
Eppure non è finita. Nel 2018 un’altra passione, mai sopita, ha iniziato a chiedere spazio. E così, forte dell’esperienza nella gestione di un ristorante conclusasi non proprio felicemente anni prima, insieme ad Ilenia che in cucina sa bene come muoversi, ho dato il via al progetto I Motori del Gusto nel quale l’enogastronomia diventa uno strumento per unire cultura, viaggi ed auto storiche. Non un club come tanti ma un punto di ritrovo per appassionati ed una fonte di suggerimenti per fare cultura godendosi le proprie passioni.
2018

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